Vivation: la Meditazione per gli Occidentali

Vivation: la Meditazione per gli Occidentali

Vivation: la Meditazione per gli Occidentali

“Quando nel 2005 è stato chiesto a Tenzin Gyatso, quattordicesimo Dalai Lama, di parlare durante la conferenza annuale della Society for Neuroscience a Washington D.C., alcune centinaia dei 35.000 partecipanti hanno presentato una petizione per chiedere che l’invito fosse ritirato perché, secondo loro, un noto congresso scientifico non era il luogo adatto per un leader religioso. Ma questo particolare leader avrebbe portato all’attenzione del consesso una domanda provocatoria e assai stimolante: “Che relazione può esserci – chiese il Dalai Lama – tra buddismo, un’antica tradizione spirituale e filosofica indiana, e scienza moderna?”   (Tratto da “Le Scienze”, n. 557, gennaio 2015)
Nel 1996 frequentavo il secondo anno del mio dottorato di ricerca in fisica. Per quanto estremamente affascinante, la fisica, dal mio punto di vista, non rispondeva alle domande che per me erano (e sono tuttora) fondamentali: qual è l’essenza della natura umana? Qual è il senso della vita? In realtà mancava la passione per ciò che studiavo e mi sembrava di perdere un mucchio di tempo. Fu in quegli anni che, per cercare risposte, mi imbattei, tra le altre cose, in una tecnica di meditazione molto particolare, Vivation.

Vivation (un neologismo che possiamo assimilare a “vivificazione”), è una tecnica di meditazione pensata per gli occidentali, i quali, in generale, sono meno inclini, rispetto agli orientali, ad acquietare corpo e mente ed immergersi nel momento presente, scopo di quasi tutte le tecniche di meditazione. Tuttavia, così come non è possibile descrivere il gusto di una pizza senza assaggiarla, allo stesso modo Vivation deve essere praticato per comprenderne fino in fondo i benefici a tutti i livelli dell’essere. Questa tecnica può essere praticata in qualsiasi momento della giornata, mentre si è occupati a svolgere le normali attività quotidiane, in quanto insegna a coltivare l’osservatore in noi mentre siamo impegnati in altro.

Terminato, sempre nel ’96, il mio corso di formazione per insegnanti di Vivation, pur avendo ben compreso la tecnica a livello mentale, mi rendevo conto che non riuscivo ad integrarla realmente nel mio quotidiano. Fu in una situazione di difficoltà relazionale che mi ritrovai ad essere contemporaneamente osservatore e osservato, di essere allo stesso tempo dentro e fuori. E in quel momento mi si aprì un mondo. Era come se, per la prima volta, i miei occhi fossero veramente aperti.

Portare Vivation nel mio quotidiano mi permise di concludere il mio dottorato, recuperando il tempo perso a causa della mia inquietudine, e di operare delle scelte di vita all’epoca non facili, ma totalmente in sintonia col mio essere, che mi hanno portato dei benefici nettamente superiori.

Ma, in effetti, a cosa serve coltivare l’osservatore ed ascoltare profondamente le proprie sensazioni corporee? Quali sono i benefici nel quotidiano? Quando noi proviamo una qualunque sensazione di disagio, facciamo di tutto per mandarla via. Spesso ciò accade anche con le sensazioni molto piacevoli: è come se avessimo un “limite di tolleranza al piacere”. L’ascolto profondo del corpo ci fa vivere con pienezza il momento presente e ci permette di utilizzare a fondo l’energia che quella sensazione/emozione porta con se’. Siamo noi che gestiamo le nostre emozioni, non sono le emozioni a gestire noi. E, poiché uno degli elementi di Vivation è il rilassamento completo, ci possiamo ritrovare ad affrontare situazioni complesse, sfidanti, impegnative, utilizzando tutte le nostre risorse senza dissiparne alcuna in tensioni inutili.

È interessante notare come sempre più ricercatori si stiano interrogando sugli effetti biologici effettivamente misurabili che derivano dalle pratiche meditative. Uno fra i tanti esempi: nel numero de “Le Scienze” citato a inizio articolo è riportato uno studio nel quale sono state misurate le risposte fisiologiche alla pratica di un particolare tipo di meditazione. In particolare, fra i risultati dei test, si sono osservati una migliore capacità di controllare gli ormoni dello stress, un aumento delle connessioni cerebrali, un rallentamento dei processi di invecchiamento, una diminuzione dell’infiammazione e di altri fattori dello stress biologico attivi a livello molecolare.

Vivation è una forma di meditazione la cui pratica non richiede di assumere posizioni particolari, né di ritagliarsi spazi o tempi specifici. Ci permette di essere nel qui ed ora qualunque cosa si stia facendo e vivendo e, quindi, di godere di tutti i benefici che ne derivano.

Come una buona pizza, Vivation deve essere assaggiato e sperimentato per poterne capire fino in fondo la portata.
Buona sperimentazione!!!!

Carla Naitza

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