Stabilire Obiettivi

Stabilire Obiettivi

 

L’Azienda DAMG.P (il nome é di fantasia, per ragioni di privacy) produce mobili realizzati con i migliori materiali sul mercato, avvalendosi di architetti, interior designer e artigiani altamente qualificati. L’azienda, una piccola realtà familiare, esporta i propri prodotti in tutto il mondo. La crisi economica degli ultimi anni crea una flessione nelle entrate, così si decide di aprirsi a nuove fette di mercato. Si vorrebbe espandere la propria clientela, conquistando anche chi, per ragioni economiche, non ha mai acquistato un mobile di design. Tuttavia, per mantenere l’elevata qualità dei prodotti, i prezzi non possono essere abbassati, per cui si decide di creare una campagna pubblicitaria ad hoc, affidandosi ad una nota agenzia. Il nome dell’azienda gira così su Internet, sui social networks, sui  manifesti che tappezzano la città, sulle radio e le TV locali. Dopo 6 mesi di importanti investimenti, la situazione non é molto cambiata, e nemmeno dopo un anno. Viene incolpata l’agenzia pubblicitaria di non aver creato una campagna abbastanza accattivante.

Cos’é successo? Perché, nonostante l’ampia gamma di canali pubblicitari utilizzati, non vi sono stati risultati apprezzabili?

Partiamo con alcune domande.

Quali erano ESATTAMENTE gli obiettivi dell’azienda? In quale modo erano stati analizzati e formulati? Per quanto accattivante fosse la pubblicità, l’azienda, che mirava a conquistare una clientela indifferenziata, aveva verificato se il suo obiettivo fosse realistico? Come e quando sarebbe stato misurato il suo raggiungimento?

Quando Risorse Più ha analizzato il caso di DAMG.P, nell’ottica del Coaching e del Guerrilla Marketing, ha rilevato l’assenza di diversi aspetti essenziali, quali la formulazione di un obiettivo che fosse specifico, realistico, raggiungibile, misurabile, definito nel tempo.

Definire un obiettivo é un’arte. Un’arte che può essere appresa, ma richiede un attento esame di tanti aspetti ed una formulazione chiara ed inequivocabile.

Un’attenta analisi degli obiettivi avrebbe portato, ad esempio, ad elaborare altre strategie, quali una linea più economica di mobili, la ricerca di un’ulteriore nicchia di mercato, e così via, piuttosto che procedere in direzione di un pubblico indifferenziato che, molto probabilmente, non aveva né le risorse, né la motivazione per considerare un’azienda di qualità quale la DAMG.P.

Quali risultati può portare l’arte di definire obiettivi?

  • in primis, raggiungere tali obiettivi;
  • aumentare il proprio fatturato;
  • aumentare la propria soddisfazione personale e professionale;
  • evitare sprechi di denaro e di tempo;
  • prendere decisioni in maniera mirata;
  • misurare i propri successi sulla base di parametri chiari e definiti, così da stabilire i passi successivi con maggiore consapevolezza;
  • una volta appresa, poterla applicare in qualunque situazione della propria vita, personale e professionale, replicando così i propri successi in più ambiti e situazioni.

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Vedi anche cosa un percorso

di Coaching o di Guerrilla Marketing

può fare per te

 

raggiungere obiettivi

Comunicazione Ecologica: cosa si intende e cosa offre

 

Che cos’è la Comunicazione Ecologica?

La parola “Ecologica” ci rimanda ad un altro termine: “equilibrio”. In questo caso, equilibrio tra noi e l’esterno. Così, la Comunicazione Ecologica nasce dall’esigenza di applicare i principi ecologici alle relazioni umane, ossia di trovare un equilibrio tra l’individuo e l’ambiente. L’individuo e l’ambiente (cioè gli altri) hanno bisogno di un’integrazione, che può avvenire tenendo presenti questi due punti:

  • Rispetto della “diversità” (ossia delle esigenze individuali);
  • Rispetto del contesto (ossia del gruppo).

In tal modo si favorisce la cooperazione tra gli individui nel gruppo e, allo stesso tempo, nessuno subisce danni a vantaggio di altri.
Altro punto importante è il seguente: coltivare le risorse, il che significa usare al massimo le capacità proprie e altrui, favorendo la crescita e l’espansione delle capacità stesse. A differenza del gruppo gerarchico, dove è il leader a dominare la discussione e a prendere le decisioni, nel gruppo guidato dalla comunicazione ecologica si portano avanti in parallelo due obiettivi:

  • La realizzazione di ogni membro;
  • Il raggiungimento dello scopo collettivo.

A questo punto può sorgere un dubbio: come regolare la discussione in modo che non vi siano comunque prevaricazioni da parte di alcuni membri a scapito di altri, non vi sia caos, dispersione?

La comunicazione ecologica può essere applicata nel gruppo con l’Aiuto Concreto di un Facilitatore, che aiuti a mantenere un’energia positiva tra i partecipanti e che per primo utilizzi i principi del rispetto delle diversità e del contesto.

Ne parleremo in occasione un prossimo articolo……

https://www.facebook.com/events/120471308307508/

Comunicazione Ecologica

Filtri Percettivi e Pensiero Multifattoriale

Filtri percettivi e pensiero multifattoriale
Filtri percettivi e Pensiero Multifattoriale
1° CONVEGNO SIAF, FIRENZE 10 OTTOBRE 2009
FILTRI PERCETTIVI E PENSIERO MULTIFATTORIALE

di Alessandro Lauricella e Carla Naitza

“C’erano una volta sette ciechi, che non sapevano come fosse fatto un elefante. Un giorno, qualcuno disse loro: ecco qui un elefante. Il primo, allora, toccò una zampa e disse: “L’elefante è come un albero.” Il secondo, toccando la proboscide, disse: “L’elefante è come un serpente”. Il terzo, tenendo in mano la coda, disse: “L’elefante è come un ramoscello”. E così fecero gli altri tre, che, toccavano parti diverse dell’animale. I sette ciechi cominciarono allora a litigare, essendo ognuno di essi convinto di avere ragione. Nessuno seppe com’era fatto un elefante.”
(parabola indiana)

Quando ci chiudiamo nei nostri schemi mentali siamo come i sette ciechi. Contempliamo un solo punto di vista, limitando così la nostra capacità di risolvere i problemi che la vita ci mette davanti e impedendo a noi stessi di relazionarci in modo pienamente costruttivo con chi ci sta vicino.
Quand’è, allora, che usciamo dalla cecità e il nostro panorama si fa più vasto e ricco?
Pensiamoci un attimo…..
Tutti abbiamo sperimentato, almeno una volta nella vita, un momento in cui il nostro panorama, la nostra musica, il nostro cammino, nel contemplare punti di vista, toni, livelli diversi, improvvisamente si sono arricchiti di elementi, facendoci fare un enorme salto nella nostra percezione della realtà così detta “oggettiva”. Quando parliamo di Pensiero Multifattoriale intendiamo esattamente questo: un’attitudine a contemplare più punti di vista su una stessa realtà, che permette di attingere pienamente alle nostre risorse, trasformando i nostri obiettivi in risultati concreti.
Nei nostri setting formativi e nelle sessioni individuali di counseling e coaching sfidiamo le credenze limitanti dei partecipanti attraverso gli strumenti che “Risorse Più” mette a disposizione dei suoi clienti, strumenti che interrompono i circuiti mentali abituali e che creano nuove opportunità e soluzioni. I limiti che ci si pone possono allora essere “spostati un po’ più in là”.
Allora comprendiamo che in realtà la nostra vera palestra è la vita, con il vantaggio pratico che ogni problema diventa opportunità, se solo abbiamo la voglia e il coraggio di coglierne tutti gli aspetti, come mostra la storia che segue.
Un vecchio arabo residente a Chicago da più o meno quarant’anni vuole
piantare delle patate nel suo giardino, ma arare la terra è diventato
un lavoro troppo pesante per la sua veneranda età. Il suo unico figlio,
Ahmed, sta studiando in Francia.
Il vecchio manda una e-mail a suo figlio spiegandogli il problema:
“Caro Ahmed sono molto triste perché non posso piantare patate nel mio
giardino quest’anno, sono troppo vecchio per arare la terra. Se tu
fossi qui tutti i miei problemi sarebbero risolti. So che tu dissoderesti la
terra e scaveresti per me. Ti voglio bene. Tuo padre.”
Il giorno dopo il vecchio riceve una e-mail di risposta da suo figlio:
“Caro papà, per tutto l’oro del mondo non toccare la terra del giardino! Lì è
Dove ho nascosto ciò che tu sai… Ti voglio bene anch’io. Ahmed”.

Alle 4 della mattina seguente arrivano la polizia, gli agenti
dell’FBI, della CIA, la SWAT, i RANGERS, i MARINES,
Steven Seagal, Silvester
Stallone, Chuck Norris, Arnold Schwarzenegger ed i massimi esponenti del
Pentagono che rivoltano il giardino come un guanto, cercando materiale per costruire
bombe, antrace o qualsiasi altra cosa. Non trovando nulla, se ne vanno
con le pive nel sacco…

Lo stesso giorno l’uomo riceve una mail da suo figlio:
“Caro papà, sicuramente la terra adesso è pronta per piantare le
patate. Questo è il meglio che ho potuto fare date le circostanze.
Ti voglio bene
Ahmed.”


Segue uno spazio interattivo di giochi di allenamento al Pensiero Multifattoriale con i partecipanti alla tavola rotonda.

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Per passare dalla teoria alla pratica……

Yoga della Risata®

Vivation®

Comunicazione Ecologica

Coaching

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Archivio Eventi Principali

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Eventi sul Guerrilla Marketing
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Seminario di Guerrilla Marketing Aprile 2015
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Yoga della Risata al Festival della Scienza
Club Yoga della Risata del 10 Novembre 2014

 

Seminari
Seminario Viaggio a Pa.Ri.Gi. 13 giugno 2015

 

CONFERENZE PUBBLICHE
Dolianova, 14 Dicembre 2013

 

Marrubiu, 28 Dicembre 2013